Ypogeo/Υπόγειον

sabato 28 marzo 2020

PERSEFONE

Ho visto,
ho visto correre il vento, forte
Piegava l’erba verde, docile alle sue carezze.
Benediceva il mondo spargendo petali,
petali di colori stupendi e unici,
petali strappati dagli alberi in fiore.
Il sole, nella sua perenne liturgia,
seminava oro e argento e luce.
Il suo carro splendente incendiava l’azzurro del cielo.
Dio Apollo celebrava la vita, ogni giorno, dall'alba,
l’alba rosata, fino all’oceano blu e la notte.
Ho visto,
ho visto il vento scorrere attraverso i suoi capelli.
Si piegavano e si rialzavano, cantavano!
Il sole, con le sue ombre, giocava con loro.
Ho visto,
ho visto mia madre benedire, il mondo intero,
Ho visto,
ho visto spargere l’acqua benedetta sugli alberi in fiore.
Ebbrezza, senza vino rosso,
euforia, fatta di luce e di vento.
Danzano i figli della terra alla musica di Eolo,
Persefone è tornata, cantano!
Ha lasciato lo sposo con le anime dei morti, solo.
E’ tornata dalla madre Demetra,
ha fatto rifiorire la terra di speranza,
ha fatto risalire la vita dagli inferi neri,
ha fatto ritornare sorriso e calore nelle anime.
I semi di melograno hanno fatto radici, nel suo ventre.
Sono fermo, immobile, immerso nel mondo sconosciuto,
il mio mondo, me stesso e l’anima mia,
il vento mi parla e canta canzoni antiche.
Ora ho un calice di vino rosso in mano e penso.
Penso a tutti gli amici che non possono bere più,
agli amici ritornati terra e polvere,
ritornati alberi e uccelli, nei mie sogni.
Penso a loro e verso qualche goccia di vino,
sulla nuda terra, per le loro anime perse.
Le loro labbra assettate di vita, ringraziano!
Un refolo di vento improvviso mi copre di petali,
l’albero fiorito e le anime degli amici ringraziano.
Il mio calice di vino rosso ora è increspato di petali,
è vivo, scintilla di luce trasparente dipinta di rosso.
Lo porto alle labbra e bevo,
Bevo agli infiniti cerchi della vita,
Bevo al viaggio nell'eternità.

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