Ypogeo/Υπόγειον

mercoledì 13 novembre 2024

LUNA BUGIARDA!

Stai crescendo, gobba di ponente!

Cosa mi racconti luna bugiarda?

I tuoi cicli, ogni notte, mi esasperano,

mi rendono triste, mi rubano i pensieri...

Luna bugiarda!

Tu mi racconti storie e favole,

mi parli di terre lontane,

di Donne belle, ridenti e felici,

di porti e di spezie profumate.

Luna bugiarda!

Mi parli e ridi di Amori perduti,

di tradimenti e di dolori d'amore,

di occhi tristi e di lacrime rosse,

rosse come il sangue dell'Amore.

Luna bugiarda!

Stai crescendo di nuovo, gobba di ponente,

tu semini sogni a mani piene, senza vergogna,

spingi la gente a spendere le sue illusioni,

ogni notte, ai mercatini delle strade perdute.

Tutte le loro illusioni fino all'ultimo respiro!

Luna bugiarda!

Scenderai sotto l'orizzonte Rosso, gobba di Ponente.

Sangue e lacrime e tristezza, anche stanotte,

hai seminato nel Cielo e sulla Terra, tra gli Umani.

Mai credere ai racconti e alle favole della Luna!

Luna bugiarda!

mercoledì 23 ottobre 2024

 

ALEA  IACTA  EST!

Togliti i sandali amico mio!

Legagli insieme, al collo appendili.

Ora scalzo, attraversa il Rubicone!

Lentamente, in silenzio, piano, senza fretta,

goditi il freddo dell'acqua, mentre scorre tra i tuoi piedi scalzi.

Non guardarti indietro, per favore, non pensare di ritornare!

Se attraversi il Rubicone, è tardi per un ritorno...

In mezzo al fiume fermati, respira forte e ricorda,

ricorda i tuoi sogni, ricorda le montagne non scalate...

Ricordati, se vuoi, la scritta dimenticata di Costantinopoli,

a Santa Sofia: νίψον νομήματα, μ μόναν ψιν...

Consideralo un battesimo rituale, in solitario.

Il Rubicone si attraversa solo una volta, non è palindromo, è senza ritorno!

Oltre il fiume, ormai a piedi scalzi,

incontrerai bivi e trivi, ma non soffrire per la scelta,

segui il vento e la polvere ti indicheranno la Via.

Butta una pietra colorata in mezzo alle strade che incontri,

se vuoi, per ricordare che sei passato a quegli dopo di te.

Se la scelta ti è difficile, allora scegli la tua Tristezza,

anche se ti sembrerà una nuvola di pioggia,

è fatta solo di lacrime amare.

Imperai a essere umile e povero!

Imparerai di Vivere con poco o niente;

Un pezzo di pane secco;

Uno pugno di olive;

Una coppa di legno piena di vino rosso;

Seppellisci i tuoi desideri e i sogni impossibili,

buttagli in un pozzo profondissimo...

Cammina, cammina, cammina, continua a camminare!

Scalzo, con i tuoi sandali appesi al collo...

Forse così riuscirai a rimanere Libero,

Forse tutto questo ti è dovuto, ma non lo sai!

Devi solo, prima, attraversare il Rubicone, scalzo...

g,s,d,



 

domenica 29 settembre 2024

 Ο φθόνος τῶν θεῶν

(L'invidia degli Dei)


Vecchio, la barba bianca, i cappelli bianchi,

Seduto all’ombra di un muro bianco, bianco di calce.

Una coppa di vino rosso, tra le mani.

Solo!

Di fronte,

la vecchia chiesa,

il vecchio campanile.

Con bifore e trifore,

di pietra lavorata,

bello e antico.

Oltre il campanile, il mare, spunta a macchie, tra i vicoli.

Ridente e pieno di rabbia, di profumi e di sale.

Intorno alla testa bianca, intrecci di nuvole,

pensieri e memorie, cavalcate sulle onde dei mari,

odori e profumi di terre lontane...

Di porti, di donne, di spezie profumate.

Silenzio!

Ora Solo il vento parla, forte.

La rabbia del cielo si scatena, improvvisa e inattesa.

Tremendo e roboante, porta via il campanile, un fulmine,

Ora solo fuochi e fiamme, ammasso di ruderi.

Ora solo cumulo di pietre antiche e polvere.

L’ultimo suono delle campane, suona sul nulla,

con un tonfo assordante, un logoro pianto.

Il Vecchio guarda, in silenzio, non parla.

Beve vino rosso, guarda e ride, ride forte.

Ha voglia di ballare, ma è troppo vecchio!

Dal cielo, con altri fulmini, piomba forte e odiosa,

la Voce di Zeus padre.

Vecchio mortale, urla!

Non hai paura?

Al tuo funerale, cosa suoneranno ora?

Il Vecchio ride e beve vino rosso.

Zeus Padre, tu esisti perché io esisto!

Zeus, non sono geloso della tua gloria, del tuo potere.

Di noi mortali, tu, invidioso sei !

Soffri, perché, io Vecchio, seduto qui, bevo vino rosso,

e penso e ricordo e rido di te!

Hai distrutto il campanile?

Bene, nessuno suonerà più le campane.

Nemmeno alla mia morte!

Il Vecchio ride e beve vino rosso.

g.s.d. - o Perastikòs



domenica 22 settembre 2024


Μεταμόρφωσις 

Anime perse sono, i sentimenti, di noi umani,

nuvole grigie vittime e prede di venti corsari.

Come le onde del Mare parlante assordano.

Dalla Ragione portano via i sentimenti umani!

Generano vuoti di memoria infiniti e buie spelonche.

Soffocano la fantasia positiva e il pensiero nobile.

È pericoloso giocare con le onde dei sentimenti,

diventano tempeste soffocanti e distruttive!

Dolore e rabbia intrecciano reti senza fine e

i tamburi di pioggia non bastano a fermare le lacrime!

Gialle sono, oramai, le foglie degli alberi antichi

Cadono svolazzando nell'aria, quasi allegre.

Riempiono le strade, tappeti di colori astratti,

Il vento le trascina via, cantando vecchie parole.

Il silenzio finisce tra i nudi nodosi rami degli alberi...

Beffardi ridono e aspettano la primavera, loro.

Quando i sogni diventano nuvole, anche se belle,

arriva sempre il Vento e le porta via, lontano,

oltre l'orizzonte umano visibile e conosciuto,

ma spesso nemmeno immaginabile...

Bevete pure, se volete, ma riflettete, veramente,

se è più importante la Coppa di Legno

o la Trama della Vita depositata al suo interno...

γσδ

sabato 14 settembre 2024

Εφιάλτης


 




Ο Εφιάλτης

Soffiava un vento forte, vento da nord, gelido e freddo.

Dava voce agli alberi, alle porte, alle finestre, alle case.

Case senza uomini, vuote e deserte, sospiri di silenzio.

Piene di ombre e di memorie, di fantasmi vissuti.

Piene di cose che furono, usate e vissute.

Piene di voci sentite e perse per sempre nel tempo.

Il Pianto di un bambino appena nato!

Vento da nord, forte e freddo, soffia gelido.

Portava voci di anime perse nella nebbia del tempo.

Parlava con la voce di chi non può parlare più.

Il vento mi faceva dondolare tra sogno e realtà,

tra essere e non essere, tra gioia e dolore,

tra il mondo delle pietre e quello dello spirito.

Vento da nord, forte e freddo e gelido.

I segni sulla porta erano rossi, molto vecchi.

Rossi di sangue, grandi cerchi colorati, erano,

orizzonti blu, stelle dell’universo fiammanti,

infinite teorie di cipressi, come candele accese.

Un vecchio, con la barba bianca, bianchissima,

con il vecchio bastone nodoso tra le mani,

asciutte e nodose, davanti al fuoco acceso,

batteva il tempo, cantando e salmodiando.

Con il bastone batteva il tempo e mormorava.

Uno, due, tre, uno, due, tre, uno due tre...

Il tempo gli sfuggiva tra le mani, come un respiro,

come l'acqua della sorgente tra le mani!

Come un orologio nel silenzio della notte.

Tic, tac, tic, tac, tic, tac, tic tac

Poi, verso l'alba, mi sono perso nei meandri del sogno.

Lentamente, varcata la antica porta, segnata,

sono entrato nel regno della mia realtà.

Infinito, beffardo, sfuggente, senza orizzonte,

Il Regno amaro della Vita non vissuta...

γ.σ.δ


giovedì 29 agosto 2024

 Τα Λόγια τα Θεατρικά.

Στις απιστίες των Θεών, στη σκηνή,
άνοιξαν τα παλάτιαανέλεκτα!
Τις σκέψης και του λόγου τα καμώματα,
οι μεγάλοι και οι σκεπτόμενοι φρονούν!
Τι έχουμε για σήμερα;
Άνοιξε η αυλαία των παραστάσεων;
Τι Θεατρικές ουτοπίες, μας προσφέρετε;
Σε ποιας Θεάς βωμό θα θυσιάσετε σήμερα;
Στης Ανδρομάχης λέτε;
Ήταν βάρβαρη, η Ανδρομάχη, φίλοι μου!
Πάλι ανθρώπινες αδυναμίες στη σκηνή;
Έν τυφλώ υποταγή στους Θεούς πάλι, πάλι!
Απιστίες Θεών, γυναικών και ανδρών,
δάση που περπατούν στους ορίζοντες...
Άλυτες περιπεπλεγμένες περιπλοκές!
Πολέμους και μάχες τρομερές,
αγάπης, κακίας, και θυμού και εκδικήσεων!
Οι πλείστοι των ανθρώπων είναι κακοί...
Θα βάλετε όμορφες μάσκες σήμερα;
Μαύρες σαν την Νύχτα η όλες κόκκινες σαν το Αίμα;
Και για τα μικρά παιδιά;
Τίποτε, τα μικρά παιδιά είναι αθώα!
Μόνο των αμαρτιών των γονέων τους,
φέρνουν το βάρος!

γ.σ.δ.



mercoledì 21 agosto 2024

 ΤΑ ΔΑΚΡΥΑ

Ακριβά τα δάκρυα σου, παιδί μου!
Τα δάκρυα σου, πολύτιμα διαμάντια, είναι.
Είναι ακριβά, Αγάπη μου, τα δάκρυα σου!
Πρόσεχε τα, μην τα χαρίζεις εύκολα:
σε άσχετους , σε καθημερινούς,
σε επιπόλαιους, σε περαστικούς,
σε αργόσχολους, σε καλοντυμένους!
Ούτε και στους συννεφιασμένους...
Μάσκες φορούν, πολλές, την μια πάνω στην άλλη.
Χρωματιστές , άσπρες και μαύρες.
Ποτέ τα μάτια τους δεν βλέπεις,
ούτε και τα δάκρυα τους!
Ποτέ δεν κλαίνε, ούτε ποτέ χαμογελούν!
Άγνωστοι και γνωστικοί, μόνο μάσκες είναι.
Περνούν, άλλοι γρήγορα και άλλοι σιγά σιγά, περνούν...
Οι περισσότεροι ξυπόλυτοι, σκυφτοί, με το κεφάλι χαμηλά,
άλλοι στους ώμους των ανθρώπων κάθονται...
Τα δάκρυα τους, άγνωστα είναι.
Στεγνά και σκοτεινά τα μάτια τους,
ποτέ δεν κλαίνε ούτε που δακρύζουν...
Τα δικά σου δάκρυα, Παιδί μου, Αγάπη μου,
πολύτιμα διαμάντια, είναι, μην το ξεχνάς.
γ.σ.δ.
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Giorgio Datseris ha condiviso un ricordo.

 
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