Lo straniero
Buongiorno giovane Amico!
Da dove vieni, non ti conosciamo,
non ti abbiamo mai visto prima.
Sei uscito fuori dal bosco, ma non correvi.
Siediti vicino a noi, tra di noi, usa questo sgabello di legno.
Vuoi dell'acqua?
Bevi una coppa d'acqua e del nostro pozzo!
Preziosa, ma c'è per tutti, anche per i passanti come te.
Che tu sia benvenuto figlio!
L'acqua, nella coppa di legno scolpito, era freschissima.
Vuoi anche un pezzo del nostro pane?
Il nostro pane è duro lo devi bagnare prima.
L'Uomo davanti a me era alto, più alto di me,
con la barba e i cappelli bianchi, una figura ieratica...
Era scalzo, come tutti gli altri, parlava solo lui.
Tutti gli altri ascoltavano in silenzio e mi guardavano,
mi scrutavano, mi studiavano, dalla testa ai piedi.
Ero l'unico completamente vestito e con le scarpe...
Sei così diverso da noi, Sei caduto dal cielo, figlio?
Per noi sei come un masso rotolato dalla montagna!
Stai male, hai avuto una malattia?
Il tuo colore lo usano i nostri bambini per giocare...
Figlio mio, perché tu sei bianco e noi neri?

