Sant’Andrea di Creta
La memoria è solo questione di tempo, il Tempo, il tempo che non c'è ...
Sant’Andrea
Strade strette, anguste, angoscianti.
Curve piene, quasi ad angolo, verso il blu.
Bordi alti, muri di erbe profumate.
Verso il mare, scendono.
Timo, fiumi di timo, salvia, fiumi di salvia.
Piante forti, maschie, plasmate dal vento,
nutrite di sale.
Profumi dell’Egeo, Mar di Creta,
color rosso, color vino.
L’occhio errante del poeta cieco controlla,
canta, ride, piange racconta.
Forti, inebrianti, entrano nell’anima, nutrono il cuore.
Di speranze e di memorie,
di visi e di parole, persi nel tempo lontano.
Oltre l'orizzonte!
Nuvole e nebbie: visi umani, visi di memorie.
Le pietre, i massi, i sassi, i muri a secco,
disegnano un mondo.
Tutto va e viene, come le Onde,
le Onde del Mare, del mare Egeo color rosso vino.
Le mie lacrime, nella nebbia del vino nascondo,
nebbie rosse e bianche, per dimenticare.
Addormentare il Tempo beffardo,
Imprigionare gli uccelli rappaci della memoria.
Manca il vento, ma Eolo viene in mio aiuto.
Mi aiuta a respirare, a gestire l’angoscia
La grotta è là, piccola,
imprigionata nell'aspra ruppe.
Grotta e chiesa, fuse ne bianco della calce.
Nessun sacerdote prega.
Solo il vento e gli alberi, cantano.
In lontananza le onde lottano con le rocce,
parlano con loro, di amore e di odio.
Dalla nuda roccia cadono gocce d'acqua,
una ad una, misurano l’eternità del tempo.
Gocce di tempo, gocce d'acqua santa.
Il resto?
Pensiero, pensiero e profumi.
g.s.d.
