Ypogeo/Υπόγειον

sabato 26 dicembre 2020

 



Κρήτη τις γαῖ’ ἔστι μέσῳ ἐνὶ οἴνοπι πόντῳ,
καλὴ καὶ πίειρα, περίῤῥυτος.
(Οδύσσεια τ 172)



Marinaio
A vele bianche,
Ali aperte sul mare color vino,
ho sognato di essere uomo.
Il mare protestò.
Mi prese con se,
Tra le sue onde,
ridendo e cantando…
Mi portò a vedere le ossa dei marinai,
bianche e senza tempo,
e rideva, rideva il mare!
Di me e dei miei sogni, rideva...
Un vecchio cieco,
batte il bastone,
tre volte e chiede:
"Chi sei? "
Non lo so, vecchio!
Il sole è alto;
Tra il buio delle onde passano ombre;
Le ombre dei marinai,
Passano e aspettano, in silenzio;
Parla il vento, vicino, molto vicino,
vicino al mi cuore.
Anche i morti sono andati via,
in Silenzio.

gsd

venerdì 18 dicembre 2020

 CANTO ALLA LUCE

A  Ischia di Castro,

il Gallo canta.

Al di là del Rio profondo,

al di là del Rio verde,

al di là del Rio mormorante,

alla luce rosata dell'alba,

Canta il Gallo, ancora.

Canta forte e chiaro, all'alba,

i suoi fratelli rispondono,

in coro, canto e controcanto.

Sveglia gente, in piedi, sveglia!

Il Gallo canta.

E' l'ora di andare,

è l'ora di partire,

è l'ora di far l'amor!

Voci umane, confuse,

passi cadenzati,

di giovani,

di anziani,

di vecchi.

Scricchiolio di porte, esitante,

lento e discreto!

Anche gli amanti vanno via.

Anche i sogni scappano via,

lungo la stretta Via fuggiti, sono,

oramai la luce, forte è.

La luce forte fa paura, ai sogni.

S'è desta la Vita.

A Ischia di Castro, rosata è l'alba.

Sveglia gente, in piedi, sveglia!

Canta il Gallo.

A Ischia di Castro,

ancora,  canta  il Gallo.